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La Leggenda della Grotta della Zinzulusa

Icon 31 luglio 2017

Il Salento è una delle terre ricche di fascino e suggestione. Miti e leggende sono nate attorno a elementi e fenomeni naturali di cui, in passato, non si riusciva a dare una spiegazione scientifica. Questa è una preziosa eredità lasciata dagli abitanti del luogo di cui farne tesoro e tramandare alle generazioni future.

Miti e leggende del Salento: la Zinzulusa

Quella della Zinzulusa è una leggenda molto coinvolgente e trova come luogo di accadimento dei fatti, una grotta naturale creatasi nella scogliera in prossimità di Castro. Si racconta che il barone di Castro fosse un signorotto ricchissimo e avido.

Nonostante disponesse di grandi ricchezze, lasciava la moglie e la figlia a vivere di stenti. In seguito, la consorte morì e la piccola figlia conduceva una vita misera e priva di ogni bene di necessità. L’infanzia le stava sfuggendo dalle mani e la vedeva vestita di stracci con aria sempre cupa e triste. Un giorno la fata buona decise che era ora di farla finita e di donare alla bambina ciò che meritava.

Come prima cosa le regalò un bellissimo vestito nuovo. Nel contempo ridusse il vecchio vestito in piccoli brandelli e lo buttò dalla scogliera. Gli zinzuli, ovvero gli stracci del vestito, andarono ad attaccarsi alle pareti rocciose della grotta sottostante, pietrificandosi. Il barone di Castro venne lasciato cadere negli abissi del mare profondo sotto la grotta.

A questo punto avvenne l’impensabile. Si aprì una voragine dalla quale riemersero le acque dell’inferno formando l’attuale lago Cocito. I crostacei che abitavano quel tratto marino, alla vista dei fatti accaduti, divennero ciechi per sempre. La ragazza, diventata adulta, andò in sposa ad un principe che la ricompensò di tutte le sofferenze passate.

Dal Mito alla Realtà

La grotta, in realtà, è uno dei fenomeni carsici più importanti del litorale pugliese. Gli zinzuli sono delle formazioni calcaree a forma di stalattiti che pendono dalla volta della grotta. I crostacei, di cui si parla nella leggenda, sono dei gamberetti cechi senza colore, detti Typhlocaris salentini. Gli scavi condotti nella grotta hanno fatto venire a galla reperti preistorici che fanno pensare fosse abitata dagli uomini primitivi.