Salento in bici: ecco gli itinerari più belli

19 Lug

Salento in bici: ecco gli itinerari più belli

Un modo green per scoprire le bellezze paesaggistiche e storiche del Salento è la bicicletta: si entra in contatto con l’anima di questa terra, legata alle proprie tradizioni, alle proprie leggende e alla propria fantastica natura.

Un percorso sulla costa ionica

La costa ionica è ricca di perle, tra queste vi è il “Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Conte“, tra Gallipoli e Porto Cesareo: 1000 ettari circa di riserva naturale, ricca di baie rocciose lambite da acque turchesi dove sfociano sorgenti di acqua dolce ed abbracciate alle spalle da una verdissima pineta.

Non c’è niente di meglio che pedalare in questi profumati spazi verdi dove abbondano pini italici e d’Aleppo, orchidee e limonio fino ai profumati rosmarino e mirto, per poi ristorarsi nelle fresche acque della baia di Porto Selvaggio oppure in quella di Torre Uluzzo.

Chi è interessato anche all’aspetto storico-culturale non rimarrà affatto deluso vista la presenza della Grotta del Cavallo in cui sono raccontati attraverso sedimenti e reperti legati all’uomo di Neanderthal, circa 120 mila anni di storia dell’uomo.

La stessa cinquecentesca Torre dell’Alto, che domina imponente la baia di Porto Selvaggio, sorge sul cosiddetto “dirupo della dannata” e serviva per avvistare gli acerrimi nemici provenienti dal mare.

La costa adriatica

In 50 km di bicicletta è possibile visitare alcune delle località adriatiche più belle del Salento.

Partendo da Otranto, la cittadina del Castello Aragonese e della Cattedrale di S. Maria Annunziata con il mosaico dell’Albero della Vita, si raggiunge il faro di Punta Palascia, vale a dire il punto più ad est d’Italia.

La Torre S. Emiliano, ai piedi della quale ci si può riposare facendo un bagno in acque cristalline, introduce il vacanziere in bici nel “Parco Naturale Regionale Otranto-Bosco di Tricase- S. Maria di Leuca“: qui sorge la leggendaria quercia vallonea “dei cento cavalieri” sotto le cui fronde, secondo la leggenda, si sarebbero riposati Federico II ed il suo seguito.

E dopo aver attraversato S. Cesarea Terme con il suo stile orientaleggiante e la pittoresca Castro Marina, antico approdo di Enea, si arriva a S. Maria di Leuca davanti al panoramico Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, lì dove la terra finisce ed inizia infinito il mare.

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