Tutta la semplicità e la bontà della Frisa salentina

31 Ago

Tutta la semplicità e la bontà della Frisa salentina

La Frisa salentina è un prodotto da forno di forma rotonda e dalla durezza molto simile a quella di una bruschetta.

Viene preparata con farina di grano duro e fatta cuocere due volte, in modo da ottenere la croccantezza giusta. È talmente gustosa e versatile da essere proposta da ogni ristorante pugliese come antipasto servito con olio, pomodorini, rosmarino e sale.

Inoltre, dato che si conserva per molto tempo, è possibile accumulare un’abbondante scorta, in modo da consumarla ogni volta che si desidera.

Le origini della frisa salentina

Secondo un’antica leggenda, la ricetta della frisa fu portata nel nostro Paese da Enea, in occasione del suo sbarco sulle coste di Porto Badisco.

Però, stando a fonti storiche attendibili, le prime friseddhe sono comparse ai tempi delle Crociate, quando i cavalieri si imbarcavano con prodotti economici e dalla lunga conservazione, che diventavano commestibili non appena venivano bagnati con acqua.

Per tale ragione, la frisa è nota anche come il pane dei Crociati.

Oggi è possibile trovarle in diversi formati e consistenze, ossia grandi, piccole, da mangiare asciutte oppure bagnate.

Ricette con la frisa salentina

Data la sua elevata versatilità, la frisa salentina può essere abbinata a migliaia di ingredienti.

Solitamente, prima di essere condita, si procede alla cosiddetta “sponzatura”, ossia bagnatura sotto il getto dell’acqua corrente per qualche secondo oppure immersa in una ciotola di acqua, in modo da renderla più morbida.

Oltre alla classica versione con pomodori, olio extra vergine di oliva e sale, è da provare quella con il tonno, i salumi, i formaggi oppure i lampascioni, degli ortaggi tipicamente pugliesi molto simili all’aglio.

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