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Galatina: il borgo che ha conquistato gli americani

Icon 30 Maggio 2019

La bellezza del Salento, tra spiagge assolate e borghi ricchi di storia e tradizioni, è ormai riconosciuta in tutto il mondo: in particolare Forbes, rivista statunitense di grande pregio, ha focalizzato l’attenzione su Galatina. Viene in particolare sottolineato il notevole patrimonio storico ed artistico della cittadina accanto ad una tradizione gastronomica che vede nel pasticciotto il suo prodotto principe.

La spettacolare Basilica di S. Caterina d’Alessandria

Galatina sorge nel cuore del Salento, distante appena 20 km da Lecce: le sue origini sono molto antiche, risalenti all’epoca pre-romana, anche se è con i bizantini che inizia il suo sviluppo tra il IX e il X secolo.

Tra le famiglie che hanno lasciato un segno a Galatina vi è quella degli Orsini del Balzo che la fortificarono contro le incursioni nemiche. Maria d’Enghien, moglie di Raimondo Orsini del Balzo, contribuì inoltre alla bellezza di Galatina ordinando un ciclo di affreschi di scuola giottesca da realizzare all’interno della Basilica di S. Caterina d’Alessandria: si possono ammirare gli splendidi dipinti dedicati alla vita di santa Caterina, sulla Genesi, sull’Apocalisse e sui Sacramenti.

All’interno della trecentesca chiesa, sita nel cuore del borgo, è peraltro conservata una reliquia della santa: trattasi di un dito strappato da Raimondo nel corso di un pellegrinaggio sul Monte Sinai.

Le altre bellezze di Galatina

Addentrandosi nel centro storico di Galatina, tra case a corte e strade lastricate in roccia viva, si incontrano chiese ed eleganti palazzi nobiliari tutti da scoprire: da vedere sono il barocco Palazzo Mongiò dell’Elefante, oggi sede di mostre ed eventi, il Palazzo del Sedile del XV secolo con decori rinascimentali sulla facciata ed il Palazzo Orsini, antico rifugio di poveri e ammalati.

Tra le altre chiese di Galatina non si può non menzionare la Cappella di San Paolo, alla quale è legato l’ancestrale danza della taranta: è qui infatti che le donne morse dalla tarantola in preda ai deliri venivano portate per chiedere la guarigione a San Paolo, santo patrono di Galatina, tra danze al ritmo ossessionate di tamburelli e nenie, che ancora oggi sprigionano il loro inconfondibile fascino.