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La splendida baia di Porto Selvaggio

Icon 31 Agosto 2019

Tra Gallipoli e Porto Cesareo, placidamente affacciata sulla costa ionica, sorge una delle più affascinanti località del Salento: si tratta di Porto Selvaggio, una delle Marine di Nardò e parte del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

L’intimità di Porto Selvaggio

La bellezza di Porto Selvaggio è nel suo nome in quanto si presenta come uno dei luoghi più incontaminati del Salento.

Ma non ci si aspetti di trovare lunghe spiagge composte di soffice sabbia: si tratta di un piccolo arenile composto di ciottoli e ghiaia. La stessa strada per arrivare sulla spiaggia è un vero e proprio gioiello, si attraversa un sentiero che si insinua nella fitta pineta, tra Pini di Aleppo e profumata macchia mediterranea fatta di mirto, rosmarino, ginepro e timo.

La spiaggia di Porto Selvaggio è bagnata da acque straordinariamente cristalline e delle più svariate sfumature di azzurro: la temperatura del mare qui è molto fredda, per la presenza di sorgenti sotterranee di acqua dolce che renderanno la balneazione davvero refrigerante soprattutto nelle più calde giornate.

Non solo natura

La baia di Porto Selvaggio non offre solo scorci naturalistici davvero spettacolari. La spiaggia, lambita alle spalle dalla pineta e da scogli tanto amati dagli appassionati di tuffi, sorge all’ombra della Torre dell’Alto sita sulla Rupe della Dannata: la leggenda narra la storia di una giovane fanciulla che scelse di suicidarsi buttandosi dalla rupe piuttosto che concedersi al conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona.

Poco oltre sorge la Torre di Uluzzo, più diroccata ma non per questo meno suggestiva, che dà il nome alla sottostante baia: entrambe le strutture sono state costruite nel ‘500 nell’ambito di quel complesso di fortificazione e di difesa nato per contrastare le incursioni dei nemici provenienti dal mare.

Nuotando al di sotto della Torre di Uluzzo si può raggiungere la Grotta del Cavallo: la sua fama è legata in particolare ai numerosi ritrovamenti archeologici legati alla presenza dell’Homo Sapiens proprio in Salento.